Nuova procedura cardiologica nella fibrillazione atriale

Cardiologia del Brotzu sempre all’avanguardia. È stato eseguito per la prima volta in Sardegna un innovativo intervento cardiologico in una paziente affetta da fibrillazione atriale. L’intervento ha determinato l’effettuazione di una crioablazione e il posizionamento di un ombrellino all’interno dell’auricola sinistra del cuore.

La crioablazione, effettuata con particolari cateteri a palloncino posizionati all’interno del cuore, interrompe i circuiti elettrici che causano l’aritmia. All’interno del catetere posto a contatto con lo sbocco delle quattro vene polmonari nell’atrio sinistro, viene iniettato azoto gassoso per 5 minuti, che causa una lesione da freddo nella zona da trattare.

Nelle forme ricorrenti di fibrillazione atriale, questa tecnica è un superamento della ablazione con cateteri a radiofrequenza utilizzati fino ad ora. Infatti, garantisce un miglior risultato a lungo termine, tempi di esecuzione più contenuti e minori rischi.

La procedura è stata completata con il posizionamento di un piccolo ombrellino metallico all’interno dell’auricola sinistra, cavità cardiaca nella quale, in corso di fibrillazione atriale, si formano spesso i trombi che danno origine a embolie cerebrali.

L’intervento è stato eseguito con successo dall’equipe cardiologica e cardioanestesiologica del Brotzu, sotto la supervisione di Claudio Tondo, aritmologo di fama internazionale e direttore del Centro Cardiologico Monzino di Milano, su una paziente di 64 anni affetta da fibrillazione atriale refrattaria ai farmaci antiaritmici e anticoagulanti.

Durante due giornate di lavori in sala l’equipe, composta dal professor Tondo, dai medici Gianfranco Tola, Francesco Sanna, Manlio Manconi, Barbara Schintu, Agostino Setzu, Antonio Scalone, dagli infermieri Ileana Meloni ed Emanuele Contu e il tecnico di radiologia Roberto Piludu, ha effettuato altri tre interventi di crioablazione della fibrillazione atriale, tutti perfettamente riusciti.

La fibrillazione atriale è l’aritmia di più frequente riscontro nella popolazione generale. Si stima che in Sardegna ne siano affetti circa 15.000 pazienti. Il rischio maggiore di questa aritmia è rappresentato dalla formazione di trombi all’interno del cuore, che possono staccarsi e andare in circolo, provocando embolie.

In tali situazioni diventa particolarmente grave il rischio di ictus cerebrale. Nella maggior parte dei casi, la fibrillazione atriale è trattabile con farmaci antiaritmici, ma in diverse situazioni è necessario ricorrere all’ablazione con cateteri.

Con le procedure eseguite nei giorni scorsi il centro cardiologico del Brotzu, che ha anche recentemente eseguito il primo impianto in Italia di un catetere di pacemaker con il robot Da Vinci, completa la gamma delle prestazioni aritmologiche di alta specializzazione effettuabili in Sardegna e si afferma come centro di riferimento nazionale.