Per la prima volta utilizzato il robot per i trapianti

Eccezionale intervento in Urologia al Brotzu. È stato utilizzato per la prima volta in Sardegna il Robot da Vinci nelle procedure di donazione/trapianto di rene da donatore vivente.

Sabato 5 maggio 2012, sarà una data da ricordare tra le tappe importanti che hanno fatto la storia dei trapianti di organi presso l’ospedale Brotzu di Cagliari.

Sabato 5 maggio 2012 presso la sala operatoria di Urologia robotica il dottor Mauro Frongia direttore del Dipartimento Rene e della S.C. di Urologia e trapianto di Rene e il suo team formato dai chirurghi Stefano Malloci, Andrea Solinas, Rossano Cadoni e dagli anestesisti Giuseppe Pani, Gianfranco Meggiorin e Annalisa Lai e dal team infermieristico coordinato da Franco Deplano composto da Simone Bandino, Valentina Vargiu, Vincenza Lecca, Zaccaria Trudu, Salvatore Cherchi, Albano Masala hanno effettuato il primo prelievo di rene da donatore vivente con il sistema Robot "Da Vinci".

Intervento di altissima specializzazione mai effettuato prima in Sardegna.
L’organo è stato prelevato alla signora Donatella P. di 50 anni di Cagliari, casalinga, sposata con 2 figli.

Il rene è stato immediatamente riperfuso su banco con liquido di perfusione da Giacinto Atzori e Lisa Murru e quindi è stato immediatamente trapiantato alla nipote Carla L. di 28 anni diploma in Agraria, dallo stesso Mauro Frongia coadiuvato dal suo vice Sergio Lilliu e da Antoncarlo Pau.

Dal momento dell’effettivo prelievo/distacco dell’organo dal donatore, riperfusione su banco, avvio delle procedure di intervento di trapianto sono trascorsi solamente 19 minuti. Ciò è stato reso possibile da una perfetta organizzazione, da una consolidata gestione delle risorse dei due blocchi operatori attivi in perfetta simultaneità e dalla disponibilità di tutti i componenti il team.

Oltre al team chirurgico è presente nel Dipartimento Rene il team nefrologico coordinato da Giambenedetto Piredda che si è occupato dell’aspetto immunosoppressivo del trapianto e della gestione post-chirurgica del decorso clinico.

Nella Struttura complessa di Urologia e Trapianto Renale, con quello di sabato, sono stati eseguiti 819 trapianti di rene a partire dal 1989.
Il trapianto di rene da donatore vivente è sempre stato il fiore all’occhiello dei centri trapianti d’organo e infatti si effettua solo dove esiste una organizzazione, una esperienza e una professionalità ben collaudata che riduca sensibilmente il rischio di complicazioni postoperatorie.

Non bisogna mai dimenticare che chi dona volontariamente un organo è una persona sana e come tale deve essere dimessa al termine del prelievo.

Il team chirurgico della S.C. Urologia ha eseguito 70 trapianti da donatore vivente utilizzando sino a sabato scorso la tecnica chirurgica tradizionale "open surgery".

Da circa un anno il Team di chirurgia robotica urologica dell’Azienda Brotzu ha frequentato la sala robotica dell’Ospedale francese di Nancy apprendendo la tecnica di prelievo di rene da donatore vivente dal professor J. Hubert considerato la massima autorità in Europa per questa procedura

Da circa 18 mesi viene utilizzato a Cagliari il Robot da Vinci per gli interventi di oncologia urologica maggiore. Sono stati effettuati 140 interventi per patologia tumorale della prostata, del rene e della vescica. I benefici di questa complessa e affascinante procedura sono diversi: la mini invasività consente al paziente un immediato recupero postoperatorio con una sensibile riduzione del dolore, il grande dettaglio visivo ingrandito fino a 10 volte e in 3D garantisce ai chirurgi una visione degli organi interni inimmaginabile a occhio nudo, con evidenti vantaggi.

Nel campo dei trapianti l’uso del robot è in Italia ancora limitatissimo. Solo presso l’Ospedale Niguarda di Milano, l’Ospedale di Pavia e di Pisa esistono limitate esperienze sul prelievo di rene da donatore vivente e solo a Pisa esperienze di trapianto renale col sistema robotico Da Vinci.

E da sabato scorso anche la Sardegna è entrata a far parte di questa ristretta elite di eccellenze chirurgiche.
È auspicabile che presso l’Azienda Brotzu anche i team degli altri trapianti addominali possano al più presto iniziare le procedura di trapianto da donatore vivente e utilizzare la chirurgia robotica.