Nuova procedura cardiologica

È stato impiantato per la prima volta in Sardegna un defibrillatore cardiaco interamente sottocutaneo in una paziente a rischio di morte improvvisa.

L’intervento è stato eseguito dalla dottoressa Barbara Schintu, dal dottor Achille Giardina e dal dottor Gianfranco Tola, coadiuvati dagli infermieri Ileana Meloni ed Emanuele Contu. Tutti dell’equipe cardiologica del Brotzu diretta dal dottor Maurizio Porcu. La procedura è stata eseguita su una paziente di 54 anni. I medici sono stati coadiuvati dai tecnici della ditta americana Cameron Health, produttrice del dispositivo.

La procedura è stata priva di complicazioni e la paziente è stata dimessa in ottime condizioni due giorni dopo. Rispetto ai defibrillatori impiantabili intracardiaci finora in uso, il dispositivo sottocutaneo, la cui sigla è S-ICD (Subcutaneous-Implantable Cardiac Defibrillator), comporta una invasività molto minore, con una ridotta probabilità di complicazioni legate all’impianto.

Infatti, questo particolare tipo di defibrillatore ed il suo elettrocatetere si posizionano interamente all’esterno della gabbia toracica e sotto la pelle del torace, in anestesia locale. Al contrario del classico defibrillatore intracardiaco finora in uso, nessun elemento del defibrillatore sottocutaneo penetra all’interno del cuore e dei grossi vasi del torace

La tecnica d’impianto è decisamente più sicura per il paziente, con un rischio globale bassissimo. Tuttavia, la tecnologia di questi nuovissimi dispositivi non consente, al momento, tutte le funzioni proprie dei defibrillatori intracardiaci e le dimensioni sono lievemente maggiori rispetto ai defibrillatori tradizionali.

Pertanto, l’utilizzo è attualmente riservato ai pazienti a rischio di morte improvvisa che per vari motivi non hanno stretta necessità di un defibrillatore intracardiaco o che presentano un elevato rischio di impianto tradizionale (infezioni, anomalie dei vasi, e così via).

Nell’immediato futuro l’evoluzione della tecnologia porterà sicuramente ad un notevole perfezionamento dei defibrillatori sottocutanei, con una possibilità di impiego decisamente più ampia. La prevenzione della morte improvvisa rappresenta ancora una grande sfida in molti pazienti affetti da gravi malattie del cuore e ad elevato rischio di arresto cardiaco.

Con l’attuale tecnologia dei defibrillatori (sia intracardiaci che sottocutanei), è possibile oggi riconoscere la fibrillazione ventricolare, un’aritmia letale se non immediatamente trattata nei primi secondi dalla sua comparsa. Il defibrillatore, un sofisticatissimo computer miniaturizzato collegato ad un sottile elettrodo, eroga prontamente una scarica elettrica di defibrillazione che ripristina all’istante il ritmo cardiaco corretto, evitando l’arresto del cuore.

La Cardiologia del Brotzu, che con circa 350 defibrillatori intracardiaci impiantati nell’ultimo triennio è uno dei centri nazionali con maggiore attività, si propone come centro pilota anche per questa nuova promettente tecnica aritmologica.