Dopo un lavoro di ristrutturazione che ha impegnato attivamente la struttura e gli operatori, il 18 giugno è stata inaugurata la nuova ala del Laboratorio analisi, presenti, tra gli altri, il direttore generale del “Brotzu” Antonio Garau, il direttore amministrativo Bruno Simola, il direttore sanitario Roberto Sequi e il direttore della Medicina di Laboratorio Marcello Angius.
La “sala automazione” è stata intitolata a Vittorio Anedda, aiuto nel laboratorio analisi fino al 1993, quando morì tragicamente in un incidente aereo.
Il Servizio Medicina di Laboratorio è impegnato a migliorare la qualità delle prestazioni che effettua secondo tre modalità: l’appropriatezza della richiesta, il tempo di risposta, la qualità globale del referto. Per fare questo è necessario utilizzare al massimo le moderne metodologie per velocizzare tutte le attività pre-analitiche utilizzando sistemi robotizzati di alto livello.
Tale strutturazione permetterà di sviluppare l’uso di altre metodologie, meno automatizzabili per dare risposte più specifiche e più precise alle richieste particolari, ad esempio delle persone sottoposte ai trapianti.
La robotizzazione totale che viene attivata consentirà la gestione automatica delle provette che arrivano in Laboratorio perchè possano essere processate in 7 strumentazioni con il minimo intervento dei tecnici che operano nel settore.
Questo comporterà che la provetta fornita di una etichetta con codice a barre, una volta entrata nel sistema, viaggerà in un nastro trasportatore che la indirizzerà, a seconda delle priorità, nei vari strumenti evitando tutti quei passaggi manuali che sono fonte di pericolo per l’operatore e sono fonte di errore per l’utente.
Ulteriore miglioramento, a regime, sarà la riduzione cospicua del numero di provette da prelevare al paziente. L’inaugurazione della nuova ala si è svolta nell’ambito del convegno “Fisiopatologia, Clinica e Laboratorio nella Insufficienza Renale” .
La maggior parte delle diagnosi in Medicina di Laboratorio sono infatti legate al forte incremento delle patologie renali. Questo fenomeno, molto frequente in Sardegna, determina una ricaduta notevole nell'organizzazione e nella spesa di Laboratorio.
Come conseguenza si è registrata una crescita delle metodologie e delle tecniche relative all'indagine del sistema renale. Al centro di tutte queste problematiche si pone il rapporto stretto che deve vedere coinvolti i clinici e i laureati del Laboratorio.
Da ciò deriva che le ricerche specialistiche e le collaborazioni possono essere di notevole impatto sulla salute del paziente.