Informazioni utili sull’Emodialisi

Avvertenza.

Questo materiale vi fornisce delle informazioni generali e non sostituisce i consigli del medico. Dovete contattare il vostro medico per rivolgergli qualsiasi domanda relativa alla vostra salute, terapia o cura.


Cos’è l’insufficienza renale?
E’ un deterioramento della funzione renale. Molte malattie renali compromettono progressivamente, in un tempo più o meno lungo, il funzionamento dei reni e spesso gli unici segni di malattia sono costituiti dall’aumento della pressione arteriosa e/o da alterazioni delle analisi di laboratorio. Quando i reni perdono quasi completamente la loro funzione (solitamente quando il valore della creatinina nel sangue è superiore a 5 mg%), nell’organismo si accumulano le scorie, i sali e l’acqua che possono causare un insieme di disturbi definito “uremia”: nausea, vomito, ipertensione, edema polmonare, pericardite, disturbi del ritmo cardiaco, stanchezza. Per evitare che questi disturbi insorgano quando la funzione renale è molto ridotta, è necessario iniziare tempestivamente la terapia sostitutiva della funzione renale (emodialisi, dialisi peritoneale, trapianto renale).

Cos’è l’emodialisi?
Nell’emodialisi il sangue del paziente uremico viene depurato mettendolo a contatto , attraverso una membrana artificiale, con un liquido (soluzione di dialisi) in cui passano le scorie , i sali e l’acqua, che devono essere eliminati e dal quale vengono assunte sostanze necessarie a correggere l’eccessiva acidità del sangue. Il sangue cede in tal modo al liquido dialisi, le sostanze tossiche, i sali e l’acqua che si accumulano nell’organismo tra una dialisi e l’altra.

Come si esegue l’emodialisi?
Gli elementi essenziali della emodialisi sono:
- il rene artificiale: è una apparecchiatura che contiene il filtro in cui viene fatto scorrere al di fuori dell’organismo, il sangue del paziente uremico che entra cosi in contatto , attraverso la membrana artificiale , con la soluzione di dialisi. Il rene artificiale inoltre prepara la soluzione dialitica, programma e controlla lo svolgimento del trattamento dialitico.
- l’accesso vascolare: durante tutta la seduta emodialitica il sangue da depurare viene prelevato e restituito al paziente. Poiché una semplice vena del braccio non può fornire la quantità di sangue necessaria, viene realizzata un apposito accesso vascolare che può essere punto con due aghi ad ogni seduta dialitica.. L’accesso vascolare più utilizzato è una vena dell’avambraccio che riceve sangue direttamente da un’arteria vicina tramite una comunicazione (fistola artero-venosa) realizzata chirurgicamente in anestesia locale. La parete della vena si irrobustisce progressivamente e dopo alcune settimane viene utilizzata come accesso vascolare per l’emodialisi.
il letto- bilancia: durante la seduta dialitica il paziente deve perdere l’acqua che si accumula tra una dialisi e l’altra: il letto-bilancia consente più facilmente di raggiungere alla fine della seduta il peso programmato.

Dove si esegue l’emodialisi?
L’emodialisi si esegue generalmente in ospedale, assistiti da medici e infermieri; può essere eseguita anche in centri dialisi situati all’esterno delle strutture ospedaliere, assistiti dagli infermieri con la supervisione periodica del medico. Alcuni pazienti possono fare la emodialisi a casa, dopo aver effettuato presso il centro dialisi e con l’aiuto di un partner dialitico (in genere un familiare), un corso di formazione di alcuni mesi per acquisire le conoscenze e le competenze per poter effettuare la dialisi a domicilio.

Quando si esegue la dialisi?
Solitamente l’emodialisi viene effettuata 3 volte alla settimana e dura 4 ore.
Durante la dialisi si può leggere, ascoltare la radio, guardare la televisione.

Quali disturbi si possono avere durante la dialisi?
Durante la dialisi le sostanze tossiche vengono depurate ed i liquidi in eccesso vengono rimossi, fino al raggiungimento di un peso ideale o peso secco; se questa rimozione di liquidi è troppo rapida od eccessiva, può provocare ipotensione grave (cioè un abbassamento della pressione del sangue) associata a nausea, vomito, crampi, mal di testa. Nelle ore successive al trattamento è frequente la sensazione di stanchezza.

Vacanze
Chi fa dialisi può svolgere una normale vita di relazione, fare un viaggio o una vacanza. Esistono moltissimi centri dialisi che ospitano gli emodializzati per un periodo di vacanza e con l’aiuto delle associazioni dei pazienti questi scambi sono molto facilitati. Si può prendere accordi con questi Centri dialisi per essere ospitati per una o più sedute sia tramite la propria associazione sia inviando direttamente (in genere via fax) una richiesta indirizzata al Responsabile del Centro; è necessario inviare anche una scheda preparata dal proprio nefrologo curante in cui siano riportate le notizie cliniche, gli esami ematochimici (compresi i markers virali per l’epatite) e il trattamento dialitico effettuato abitualmente.

Quali attività fisiche si possono svolgere in dialisi?
E’generalmente possibile continuare a svolgere tutte le proprie attività, sia lavorative che di svago; solo per affrontare sforzi fisici molto intensi è importante chiedere consiglio al proprio medico. Si può praticare sport a livello non agonistico; l’unica accortezza è quella di non provocare traumi alla fistola artero-venosa.

Dieta.
Alimentarsi in maniera corretta è fondamentale per la buona riuscita di un programma di dialisi. Un problema frequente in dialisi è infatti un cattivo stato di nutrizione (malnutrizione). Molte sono le cause che possono condurre ad essa: la riduzione dell’appetito (anoressia) legata all’iperazotemia (cioè l’aumento dell’azoto nel sangue), l’insufficiente assorbimento ed utilizzazione delle sostanze nutritive, l’età avanzata ( può essere causa di mancanza dei denti e di scarsa disponibilità economica), i problemi legati alla solitudine o alla incapacità di cucinare.
In dialisi la dieta deve essere equilibrata, cioè con un normale apporto di proteine e zuccheri, con pochi grassi, con moderata assunzione di alimenti ricchi di fosforo (formaggi, coca-cola) e ricchi di potassio (legumi, fratta e verdura). Sono da limitare i cibi molto salati perchè stimolano la sete e quindi provocano un eccessivo aumento del peso corporeo tra un trattamento dialitico e l’altro. Il massimo incremento di peso consigliato nel periodo interdialitico è compreso fra il 3% e il 5% del peso corporeo.


Cure dentistiche.
La dialisi non costituisce una controindicazione alle cure odontoiatriche; è necessario comunque che il paziente informi il medico dentista della sua condizione e dei farmaci che assume. Dovrà evitare le cure nelle 3-4 ore successive alla dialisi.

Patente di guida.
La legge italiana prevede che possa essere concessa o rinnovata per una validità massima di due anni, limitatamente ai tipi A e B. Per ottenere la concessione o il rinnovo della patente occorre che il paziente fornisca un certificato rilasciato dal medico nefrologo curante che attesti che l’insufficienza renale di cui è affetto è adeguatamente corretta dalla dialisi.


Altri consigli utili
1) Non considerarsi malati, mantenere il più possibile gli impegni sociali e lavorativi.
2) Cercare di non lasciar prevalere il ritmo dialitico sugli altri ritmi della vita, questo non vuol dire disinteressarsi al proprio trattamento, ma viverlo senza nevrosi.
3) Durante la dialisi imparare ad individuare i segni premonitori del collasso (sbadiglio, mal di stomaco, sonnolenza, mal di testa).
4) Contro il dolore da immobilizzazione: se possibile (non sempre lo è) non far inserire gli aghi a livello delle articolazioni. Durante la dialisi compiere dei piccoli movimenti articolari, a seduta terminata non alzarsi subito.
5) Per una lunga vita della fistola: non opporsi alla rotazione delle sedi di puntura, (cioè farsi pungere ogni volta in punti diversi, anche se ciò può causare aumento del dolore, utilizzando tutta la lunghezza del vaso disponibile); se si usano gli anticoagulanti orali, non dimenticare di assumerli come da programma.
6) Evitare di portare abiti stretti o l’orologio da polso sul braccio dove si trova la fistola.
7) Evitare di farsi misurare la pressione sul braccio della fistola, evitare i prelievi di sangue dalla fistola..
8) Segnalare sempre prima della seduta emodialitica qualunque anormalità avvenuta durante il periodo interdialitico: ad es. traumi, piccoli interventi chirurgici, comparsa del flusso mestruale, febbre, malessere, vomito, diarrea, modificazione della diuresi residua.
9) Fare costante attività fisica (almeno una passeggiata veloce di mezz’ora al giorno)
10) Evitare assolutamente di fumare.


Dove posso trovare ulteriori informazioni?
Il vostro medico è la persona più indicata per trovare importanti informazioni riguardo il vostro particolare caso. Non tutti i pazienti in emodialisi sono come quelli descritti, ed è importante che la vostra situazione sia valutata da qualcuno che conosce la vostra particolare situazione clinica.