La Calcolosi

Avvertenza

Questo materiale vi fornisce delle informazioni generali e non sostituisce i consigli del medico. Dovete contattare il vostro medico per rivolgergli qualsiasi domanda relativa alla vostra salute, terapia o cura.


La calcolosi renale (chiamata anche nefrolitiasi od urolitiasi) è una delle patologie più comuni. Si stima che circa il 10% della popolazione possa andare incontro a calcolosi nell’arco della vita. Gli uomini ne sono colpiti 3-4 volte di più rispetto alle donne.

Cosa sono i calcoli renali?
Un calcolo è una massa solida costituita da una aggregazione di cristalli presenti nelle urine che può crescere e assumere dimensioni diverse: da un nucleo cristallino fino a calcoli di diversi centimetri di diametro. Normalmente l’apparato urinario, composto da reni ,ureteri e vescica, ha il compito di eliminare attraverso la produzione di urina alcuni prodotti di scarto e i liquidi in eccesso del nostro organismo. L'urina, prodotta dai due reni,passa attraverso dei piccoli tubuli(calici renali)nella pelvi renale e da qui nell'uretere per poi finire nella vescica,da dove viene eliminata mediante la minzione. Il calcolo si forma quando alcune sostanze normalmente presenti nell’urina, come sale di ossalato,acido urico,calcio-fosfato raggiungono concentrazioni elevate rispetto ai loro valori normali e quindi possono formare cristalli che si localizzano nel rene o nel sistema urinario; questi gradualmente aumentano di dimensioni, formando un calcolo che può o migrare attraverso il tratto urinario ed essere espulso con le urine, oppure nelle forme più gravi può portare al blocco del sistema di deflusso urinario(calcoli ostruenti). I calcoli possono essere costituiti da ossalato di calcio, sono i più frequenti(70-80% dei casi) ma anche da acido urico, fosfato di ammonio e magnesio(struvite) e più raramente da cistina.

Fattori di rischio per la formazione dei calcoli renali :
1. Precedenti episodi di calcoli renali: gli studi hanno dimostrato che in un paziente che ha avuto un primo calcolo,la probabilità di formare un secondo calcolo è di circa 15% in un anno, 35% - 40% in 5 anni, 60% in dieci anni e 80% nell’arco della vita.
2. Storia familiare di calcoli: le persone con storia familiare di calcolosi hanno un rischio elevato di sviluppare calcoli nell’arco della loro vita.
3. Squilibri alimentari: le diete ricche di purine (frattaglie)proteine e grassi animali,l’ eccessivo introito di sale sono fattori predisponenti la formazione di calcoli specie nei soggetti in soprappeso;inoltre il consumo frequente di bevande analcoliche acidificate con acido fosforico (Coca-cola) per più di un litro a settimana, il thè , e il succo di pompelmo. Possono contribuire ad aumentare il rischio di calcoli; ancora sostanze ricche di ossalato come spinaci,cacao,noci, noccioline cioccolato ,sono fattori favorenti la precipitazione di cristalli nella calcolosi calcica.
4. Condizioni cliniche: sindrome da intestino corto,da precedenti interventi chirurgici,la diarrea cronica con riduzione dei citrati (inibitore della produzione di calcoli)insieme ad un ridotto volume urinario,favoriscono la formazione di calcoli.
Anche alcune malattie metaboliche l’iperparatiroidismo, la sarcoidosi,la malattia di Cushing,il mieloma multiplo,l’ipertiroidismo, la gotta (con elevata concentrazione di acido urico) predispongono all’ incremento del rischio di calcoli.

Sintomi della calcolosi renale:
la calcolosi renale non causa abitualmente alcun disturbo fino a che non intervengono complicanze: A volte invece si manifesta con la classica :
1)“Colica renale”: causata dal passaggio del calcolo dal rene all’uretere e si presenta con dolore spesso molto acuto che inizia in regione lombare e si irradia in avanti verso i genitali e può essere accompagnato da nausea e vomito. I calcoli vescicali possono provocare dolore e sanguinamento urinario e puo esservi anche una infezione delle vie urinarie.
2) Ematuria (sangue nelle urine):
e' presente nella maggior parte dei pazienti con calcoli renali. Il sangue può vedersi ad occhio nudo (macroematuria) o al microscopio (microematuria).
3)Febbre e disturbi urinari possono essere presenti


Altri sintomi:
. I calcoli di struvite sono irregolari con diramazioni protrudenti, possono localizzarsi nella pelvi renale e causare un'insufficienza renale dopo molti anni se essi sono presenti in entrambi i reni e non vengono trattati.

Diagnosi di calcolosi renale :
Esame urine:

l’esame delle urine può mostrare la presenza di cristalli che sono caratteristici in alcuni tipi di calcoli inoltre ci può essere presenza di sangue.

Analisi del calcolo: il calcolo può avere colore e aspetto caratteristico ,ma la reale composizione deve essere determinata con la cristallografia.

Prove metaboliche : consistono in una serie di esami del sangue e urine come per esempio la ricerca della quantita' di calcio o di acido urico nelle urine e consentono di indirizzare verso un tipo di calcolosi ma si eseguono di solito in centri specializzati.

Rx Diretta dell’addome: consente di distinguere i calcoli radiopachi.

Ecografia : è un esame semplice che consente di rilevare la maggior parte dei calcoli.

Urografia : è un esame che viene effettuato con mezzo di contrasto ,ma è utile per visualizzare l’intero sistema urinario,la presenza di anomalie delle vie urinarie ,la sede e il numero di calcoli e soprattutto quelli ostruenti.

Profilassi terapia medica
La profilassi è volta a prevenire le recidive.

Terapia idrica:

è consigliabile aumentare l’introito di acqua fino a 2-3 L al giorno per diluire l’urina incrementare il flusso,e diminuire la concentrazione di sostanze nelle urine che promuovono la formazione di calcoli. Tutte le acque sono consigliabili purchè con basso contenuto di sodio. Sono sconsigliati invece il succo di pompelmo e di mela per l’alto contenuto di vit. C precursore dell’ossalato.

Dieta

Nei pazienti con calcolosi viene consigliata una dieta con basso contenuto di proteine animali e di purine e povera di sale;oggi non è più opportuno dare una dieta povera di calcio, in quanto il calcio normalmente legandosi al citrato ne impedisce la precipitazione nelle urine;inoltre una sua carenza a lungo andare crea un bilancio negativo che nelle donne può favorire l’osteoporosi. Nel caso di calcoli di acido urico ,la dieta povera di purine e alcuni presidi medici sono in grado di sciogliere completamente i calcoli senza ricorrere all’intervento dell’urologo. I calcoli inferiori a 5mm di solito transitano spontaneamente e vengono eliminati con le urine. I calcoli più grandi raramente passano, e richiedono l’intervento dell’urologo.

Prevenzione dopo il primo calcolo:
Se il paziente ha già avuto un calcolo renale deve eseguire periodicamente esami del sangue e delle urine e se e' stato analizzato si considera la sua composizione. Un anno dopo il primo calcolo è consigliabile eseguire una radiografia dell'addome o un'ecografia di controllo; se non vengono trovati nuovi calcoli il controllo successivo puo' essere ripetuto ogni 3-5 anni.



Informazioni dell’Urologo
Dott. Massimo Usai


Il riscontro della calcolosi renale può essere un reperto casuale (calcolosi asintomatica) in corso di esami diagnostici per altre patologie, ma nella maggior parte dei casi essa si manifesta con una sintomatologia caratterizzata dal dolore e dall’ematuria.
1) TIPO DI DOLORE: si presenta con le caratteristiche tipiche della colica con brusca insorgenza, dovuta all’ostacolato deflusso dell’urina da parte del calcolo in migrazione, che determina un repentino aumento di pressione dell’albero urinario alto fino a provocare la distensione della capsula renale che è la vera responsabile del dolore. Il dolore è lancinante e il paziente è in agitazione motoria, al contrario del paziente affetto da appendicite acuta che immobile per evitare l’aumento del dolore di origine peritoneale. Esiste anche un tipo di dolore gravativo,non specifico della calcolosi ostruente, ma dovuto alla distensione non acuta del rene.
2) IRRADIAZIONE DEL DOLORE E ALTRI SINTOMI: Il dolore dal fianco si estende verso il basso fino a raggiungere i genitali esterni e la parte interne della coscia. Quando il calcolo raggiunge il meato ureterale, che è la parte più ristretta dell’uretere, al dolore si aggiunge la disuria, la pollachiuria e la stranguria, cioè difficoltà, aumento della frequenza e dolore durante la minzione. (SINTOMI TIPICI DELLA CISTITE). La colica renale si accompagna con disturbi gastroenterici (vomito, distensione addominale) dovuti ad una reazione peritoneale.
3) EMATURIA: in genere macroscopica-totale, concomitante o susseguente la colica renale, di colore scuro con presenza di coaguli, in quanto originata nell’apparato urinario alto, talora microscopica, cioè non visibile a occhio nudo ma valutabile solo al microscopio nel sedimento urinario.

DIAGNOSI DI CALCOLOSI RENALE

Una volta posto il sospetto di calcolosi renale va intrapreso un iter diagnostico che deve essere finalizzato ad identificare:
a) la presenza o l’assenza del calcolo
b) la collocazione topografica del calcolo (renale, ureterale, vescicole ecc..)
c) le caratteristiche radiografiche (radiopaco, debolmente radiopaco, radiotrasparente)
d) la presenza o meno di malformazioni del rene e/o della via escretrice
Il semplice esame delle urine è categorico per una diagnosi di calcolosi in quanto ci da informazioni sulla presenza di ematuria, macroscopica o microscopica che è uno dei sintomi più frequenti della calcolosi, la piuria, cioè la presenza di globuli bianchi e di batteri, perché la calcolosi può favorire l’infezione delle vie urinarie e l’infezione a sua volta è un fattore che provoca la formazione dei calcoli urinari creando un circolo vizioso di cui bisogna tener conto al momento della terapia.
Altri esami sono:
1) ECOGRAFIA: è un esame che si usa di routine e che conduce il medico alla diagnosi di calcolosi. È un esame di facile esecuzione, non dannoso, ripetibile per cui si può usare in gravidanza, utile anche nel monitoraggio di una terapia espulsiva. L’ ecografia ci permette di individuare il calcolo con certezza quando è localizzato nel rene, nell’uretere sottogiuntale, terminale vicino alla vescica o quando è arrivato in vescica e si muove liberamente dentro essa. Se il calcolo è nell’uretere lombare non è quasi mai visibile ma anche in quel caso l’ecografia ci può mostrare la presenza o meno di una dilatazione o di una idronefrosi che è un segno indiretto della presenza di un calcolo in via di eliminazione e poi di tenere sotto controllo tale dilatazione.
2) ACCERTAMENTI RADIOLOGICI: l’esame radiologico si fonda, in un primo tempo, sulla semplice RX DIRETTA RENO-VESCICALE che nel caso di calcolosi radiopaca, ci potrà mostrare la forma, il volume, il numero e sede della calcolosi. Qualora tali dati non siano chiari è indispensabile praticare L’UROGRAFIA, utilizzando del mezzo di contrasto che viene eliminato per via renale in modo da conseguire uno studio morfologico e funzionale dell’intero apparato urinario e che ci permette di evidenziare la sede, il numero dei calcoli e la presenza di una eventuale ostruzione della via escretrice. LA TAC SPIRALE ormai quasi entrato nell’uso quotidiano ci consente una diagnosi rapida e precisa di calcolosi utilizzando una minor dose di radiazioni e quindi meno pericolosa per il paziente. Tale esame risulta però più caro rispetto all’urografia tradizionale e non è eseguibile in tutti i centri.

TERAPIA DELLA COLICA RENALE E DELLA CALCOLOSI

Nella fase acuta bisognerebbe non bere, non mangiare e tenere il fianco dolorante al caldo. Somministrare farmaci antidolorifici fans (antinfiammatori non steroidei) per via intramuscolare o endovena. Se il dolore non cessa si devono usare farmaci come la morfina e questo può richiedere l’ospedalizzazione del paziente.

TERAPIA ESPULSIVA: se il calcolo è di diametro inferiore ai 5 mm può essere eliminato spontaneamente e si avvale dell’uso di cortisonici per diminuire l’edema della mucosa ureterale dovuta al passaggio del calcolo, di antispastici e antidolorifici al bisogno. Se il calcolo è situato nell’uretere terminale la terapia espulsiva si giova di farmaci come gli alfa-litici che servono a rilasciare la muscolatura liscia dell’ultimo tratto dell’uretere e del collo vescicale.

LITOTRISSIA EXTRACORPOREA: è il trattamento di scelta per i pazienti con calcolosi renale, ureterale sottogiuntale e terminale. Il puntamento può essere ecografico e/o radiologico. La macchina genera una onda d’urto che tramite un sistema particolare viene fatta convergere sul calcolo determinandone la sua rottura in frammenti più o meno piccoli. La rapidità di propagazione dell’onda d’urto le consente di attraversare i tessuti senza che questi ultimi subiscano una alterazione cellulare e quindi senza alcun danno per il rene. Il puntamento radiologico permette di trattare anche i calcoli dell’uretere lombare che non sono visibili ecograficamente. Le complicanze della litotrissia sono: Ematoma renale sottocapsulare che in genere si riassorbe spontaneamente, la febbre che bisogna trattare con terapia antibiotica, l’ostruzione della via escretrice per cui è necessario o un altra seduta di litotrissia per frammentare ulteriormente i calcoli che ostruiscono, o intervenire per via endoscopica per rimuovere i frammenti dall’uretere.

NEFROLITOTRISSIA PERCUTANEA: i calcoli superiori ai 2 cm, a stampo o resistenti alla litotrissia extracporearea possono richiedere la rimozione usando un approccio attraverso la cute. Il primo tempo della tecnica è la puntura del rene per accedere alla via escretrice. L’intervento si effettua in anestesia generale. Successivamente si dilata il tramite e viene introdotto un nefroscopio che ci permette di individuare il calcolo. Tramite il nefroscopio viene introdotta una fonte di energia che può essere laser, elettroidraulica o ultrasonica con cui viene frammentato il calcolo. I frammenti sono poi rimossi con delle pinze adatte.

URETEROLITORISSIA: è la tecnica più frequentemente usata nel trattamento della calcolosi ureterale. Consiste nel portare a contatto con il calcolo, dopo essere passati tramite l’uretra, la vescica e l’uretere, con l’ureterorenoscopio, una sonda laser o elettroidraulica per le onde d’urto. Il calcolo viene progressivamente ridotto in piccoli frammenti che potranno essere asportati o successivamente espulsi. Durante la manovra c’è il rischio che frammenti voluminosi possano migrare nella pelvi o nei calici vanificando l’intervento di rimozione completa del calcolo. In questi casi la soluzione ideale è quella di completare il trattamento con la litotrissia extracorporea ad onde d’urto.